Partendo dalla spiaggia di Marina Grande di Scilla, il cosiddetto “spiaggione”, dove la sabbia lascia il posto alla roccia ai piedi della mitica rupe sormontata dall’antico maniero dei Ruffo di Calabria, si entra in acqua da terra e ci si avvicina facilmente verso uno dei siti sommersi più noti nell’area dello Stretto di Messina. Scilla rappresenta il confine nord del canale sulla sponda calabra e presenta fondali rocciosi molto particolari, con imponenti guglie che svettano verso la superficie con base tra i 40 e i 70 metri di profondità e sommo tra i 35 e i 20 metri sotto il pelo dell’acqua; le chiamano secche di Scilla, sono cattedrali di roccia animate dalle correnti dello stretto; tra queste, la “montagna” è il luogo più noto e l’unico raggiungibile immergendosi da terra; oltretutto è anche uno dei pinnacoli più belli, il biglietto da visita di questo splendido mare.
Il DAN sta cercando di prevedere e prevenire la MDD, la malattia legata alla decompressione, il risultato della formazione di bolle nei vasi sanguigni e nei tessuti; la soluzione deve risiedere nell’ottimizzare il modo in cui ci decomprimiamo. Per la subacquea ricreativa – tradizionalmente senza tappe di decompressione – significa valutare e probabilmente modificare il modo in cui risaliamo alla superficie. Possiamo modificare la risalita in tre modi: rallentarla, variare la sua velocità oppure aggiungere pause o fermate. Queste variabili possono essere combinate in un numero quasi infinito di modi.
Alcune considerazioni sull'impiego del Doppler e sull'introduzione del deep stop – una pausa empirica durante la risalita.
Il reportage di viaggio di Alberto, "reduce" da due settimane di vacanze - in agosto - alle Maldive. Dapprima nella confusione del villaggio sull’isola di Vilamendhoo (a sud dell’atollo di Ari) e nuotando fra gli squali balena.
In seguito in crociera tra Ari sud, Felidhoo, Baa e Rasdhoo, sotto la pioggia battente, ma con emozionanti incontri in immersione: squali di tutti i tipi, mante, aquile di mare, barracuda, carangidi, tartarughe e una grande quantità di pesce e di specie.
State guidando al tramonto lungo una strada deserta quando scorgete tracce fresche di sbandata che conducono a un’auto la cui parte anteriore è accartocciata contro un albero. Rallentate e nella luce fioca distinguete la sagoma dell’automobilista accasciato sul volante. Telefonate al 113 per chiamare aiuto e vi fermate a lato della strada. Col cuore in gola cercate di ricordare tutto quello che avete imparato sul primo soccorso e con cautela vi avvicinate all’auto per portare aiuto. I notiziari che riporteranno l’accaduto si riferiranno a voi col termine di “Buon Samaritano”.
Il termine “Buon Samaritano” origina da una parabola di Gesù che narra la storia di un Ebreo ferito e bisognoso di aiuto. Molte persone passavano e nessuno lo soccorreva.
Primo piano del dragone di mare, in tutto il suo splendore e la sua unicita'.
Australia meridionale: una piccola isola, a un’ora di volo da Adelaide, ospita strane creature marine che pochi subacquei hanno avuto la fortuna e il privilegio di osservare e fotografare almeno una volta nella vita. La curiosità mi spinge a imbarcarmi su un volo verso quella che chiamano l’isola dei canguri, Kangaroo Island, per cercare di studiare e fotografare i famosi draghi di mare, splendidi cavallucci marini dall’aspetto fiabesco le cui sembianze richiamano l’affascinante corporatura di un drago.
L’utilizzo di aria arricchita di ossigeno, più comunemente nota come “nitrox”, si è fatto strada nella subacquea ricreativa negli ultimi 15 anni, da quando fu introdotto per la prima volta ai subacquei sportivi nel 1985.
Accanto a IANT, ANDI e TDI, attualmente anche PADI, NAUI, SSI e YMCA sostengono pienamente i programmi di insegnamento del nitrox in aggiunta a quelli tradizionali ARA. La popolarità delle immersioni nitrox è aumentata significativamente, come dimostrato dai numerosi modelli di computer ed erogatori dedicati al nitrox, dalla diffusa disponibilità di tale miscela e dal suo utilizzo quasi esclusivo in diverse barche da crociera subacquea.
DAN ha recentemente sponsorizzato e diretto un workshop per esaminare la situazione del nitrox nel 2000.
Tra i partecipanti rappresentanti delle agenzie di training nitrox, fisiologi della decompressione, gruppi di immersione scientifica, produttori di attrezzatura e tecnici.
Le avventure di Giovanna nelle Antille Olandesi: l'isola di Saba è un vulcano estinto, dalla natura incontaminata, disperso in mezzo al Mar dei Caraibi.
L’isola
è stata ribattezzata ‘la Regina Incontaminata’, per un gioco di parole
con la ‘regina di Saba’ e il nome non potrebbe essere più appropiato,
sia per la vegetazione lussureggiante, sia per la simpatia della
popolazione locale, sia per la vita sottomarina.
(...) Abbiamo (NDR Dan Europe) precedentemente ipotizzato che le risalite dopo immersioni ricreative siano generalmente troppo veloci. Risalite rapide provocano la formazione di bolle che, a loro volta, causano la malattia da decompressione neurologica. I casi sono relativamente pochi, ma costituiscono comunque un certo numero. Abbiamo notato che, anche considerando varie procedure di decompressione, dalle tabelle ai computer – e molte di queste ultime con tempi sul fondo assai più brevi che con le tabelle U.S. Navy – l’incidenza di MDD di Tipo 2, o neurologica, è rimasta costante negli anni. Si sono avute lesioni nel 65% circa degli oltre 1000 casi all’anno riportati al DAN.
Quando per la prima volta mi avvicinai a San Vito Lo Capo e mi si presentò davanti agli occhi il paesaggio di quel lembo di terra siciliana compresa tra il golfo del Cofano a ovest e il promontorio dello Zingaro a est, rimasi letteralmente ammaliato dalla suggestione di quei luoghi e da allora, tutti gli anni, ritorno a San Vito per osservare paesaggi emersi e sommersi di uno di quei posti che oggi è nell’elenco dei miei preferiti. Ricordo ancora il forte maestrale che mi accolse quel giorno di settembre del 1998, quando mi fermai per forza di cose ad osservare la Baia di Macari e il Monte Cofano, dove i marosi colpivano violentemente la scogliera creando intriganti scenari scanditi dal rumore del mare in burrasca.
La storia di un incidente subacqueo finito bene: una donna di 60 anni in buona salute partecipa ad un viaggio immergendosi due volte al giorno per quattro giorni consecutivi.
Il quarto giorno...l'incidente, la somministrazione di ossigeno d'emergenza, la diagnosi (patologia da decompressione neurologica a carico della parte alta della colonna lombare) e il trattamento in camera iperbarica.
Affrontiamo alcune importanti considerazioni sulle correlazioni fra l'attività subacquea, la buona salute e la buona forma fisica ed ancorafra i subacquei e l'invecchiamento.
Non è necessario "appendere l'erogatore al chiodo", spesso è sufficiente...riconoscere
quando immergersi in modo prudente.
Immergersi nel blu: che sensazione strana!
Francesco Turano ci racconta che..."Sulla terra l’ignoto è rappresentato da quanto la nostra mente immagina
ci sia dietro l’orizzonte visibile, comunque molto lontano e confinato.
Sott’acqua, diversamente, l’ignoto è davanti a te, intrigante e attraente, vicinissimo, sotto i tuoi piedi.
Nel momento in
cui infiliamo la testa sott’acqua, ogni volta, prima di iniziare
un’immersione, il passaggio tra due mondi è istantaneo.
Andar sott’acqua è una cosa meravigliosa: l’uomo ha sempre subito il fascino dell ’immersione, ma son sempre poche le persone che riescono veramente ad apprezzare e farsi prendere da quelle emozioni che si scatenano in fondo al mare.
Ma le emozioni che il mondo sommerso riserva a chi lo frequenta sono infinite..
un ambiente affascinante e misterioso e che non mi appartiene, nel
quale sono ospite e del quale devo e dovrò sempre avere rispetto."
I nostri amici Benedetta, Paola e Roberto Magnani si sono recati recentemente in Brasile.
In una delle tappe del loro viaggio (a Porto de Galinhas, nel distretto di Pernambuco – Recife) sono stati alla spiaggia di Maracaipe, dove il rio omonimo entra in mare e si sono create le condizioni ottimali per una vera e p