Click on the slide!

Quella strana sensazione di … immergersi

Andar sott’acqua è una cosa meravigliosa: l’uomo ha sempre subito il fascino dell ’immersione, ma son sempre poche le persone che riescono veramente ad apprezzare e farsi prendere da quelle emozioni che si scatenano in fondo al mare.

Click on the slide!

Bagnara Calabra: immersioni in Costa Viola

CON LA TESTA SOTT'ACQUA >> Racconti di immersione

Calabria: terra selvaggia, mare intrigante. Dove il turismo è ancora giovane e il mare prodigo di sorprese per quei pochi amanti di pace, silenzio e avventura, senza il condimento della vita mondana.

More...
Click on the slide!

Sudan - Immersioni in un mare che stupisce

Sudan, meta colma di fascinosi racconti e di strane leggende

Click on the slide!

Tra i rottami del Città di Bergamo, labirinto di ferro

14 marzo 1943: la nave da carico, in navigazione da Crotone verso Messina, venne silurata dal sommergibile britannico Unbending, nelle acque antistanti Capo Spartivento Calabro

Click on the slide!

Un antico relitto su un bassofondo di sabbia: il San Giorgio

Vecchio vapore italiano lungo  96,85 metri costruito nel lontano 1886 e affondato nelle acque di Brancaleone Marina, in provincia di Reggio Calabria per le cattive condizioni meteo il 23 novembre del 1920.

Click on the slide!

Nostalgia di Marettimo

Sapori, profumi, colori di un angolo remoto di Sicilia

Click on the slide!

Fantasy Island – ROATAN – HONDURAS

Tra paesaggi mozzafiato, natura lussurreggiante, punture di mosquitos, spiagge improbabili, immersioni in Honduras, a Fantasy Island.

More...
Click on the slide!

San Vito Lo Capo: secche, grotte e pareti di un mare selvaggio

Magici fondali, che  offrono grandi emozioni all’osservatore attento e amante del Mediterraneo

Click on the slide!

LANKAYAN, perla d'Oriente

There are no translations available Lankayan... Il verde della foresta, il bianco della sabbia, i colori della laguna...
Immersioni spettacolari, creature minuscole e variopinte, grandi formazioni coralline.

Click on the slide!

Micronesia, l'ottava meraviglia!

Jellyfish Lake, un lago salato posto al centro di un atollo popolato da milioni di meduse, a Palau

Click on the slide!

I draghi di mare sull'isola dei canguri

Sull’isola dei canguri, Kangaroo Island, per cercare di studiare e fotografare i famosi draghi di mare, splendidi cavallucci marini dall’aspetto fiabesco le cui sembianze richiamano l’affascinante corporatura di un drago.

Click on the slide!

PUERTO GALERA – FILIPPINE – Il paradiso della macro

Le Filippine sono il regno della biodiversità e il paradiso della macro. Appunti di viaggio relativi a Puerto Galera.

Click on the slide!

Jardines de la Reina, Cuba - incontri con squali in un luogo incredibile

VIAGGIASUBlandia >> Racconti di viaggi in Italia e nel mondo

Ai Giardini della Regina,  sono possibili incontri mozzafiato con il pesce più grande del mondo, lo squalo balena, e sono garantiti gli avvistamenti di squali.

Click on the slide!

Scilla: notturna in pieno inverno

CON LA TESTA SOTT'ACQUA >> Racconti di immersione

Magica notturna a Scilla

Ventuno gennaio, ore diciotto. Sono pronto, sulla spiaggia di Marina Grande a Scilla, per affrontare una nuova immersione, ansioso di scoprire e lieto di staccare i contatti col mondo terrestre...

Click on the slide!

Oman, tra deserti e tradizioni

1700 kilometri di costa pressoché deserta che si affaccia sul mare Arabico

Diving, schools, boats

Add Entry
Search

Tra i rottami del Città di Bergamo, labirinto di ferro Print
User Rating: / 2
PoorBest 
 

By Francesco Turano, on 12-04-2008 11:54

Views : 1926    

Favoured : 141

Published in : CON LA TESTA SOTT'ACQUA, Relitti


Altri relitti di Calabria...
Il relitto del piroscafo Laura C - Saline Joniche, Reggio Calabria, Stretto di Messina

There are no translations available

Il relitto del piroscafo Laura C - Saline Joniche, Reggio Calabria, Stretto di MessinaSiamo al confine meridionale dello Stretto di Messina, uno dei luoghi più intriganti per i subacquei amanti del Mediterraneo.

E' qui che è affondata la Laura C verso la fine del secondo conflitto mondiale ed è qui che è nata una delle tante storie di mare, una storia a tratti triste ma ricca di colpi di scena.


Segue >>

There are no translations available

Tra i rottami del Città di Bergamo, labirinto di ferroEra il 14 marzo del 1943, ore 12.08, quando la nave da carico, in navigazione da Crotone verso Messina, venne silurata dal sommergibile britannico Unbending, nelle acque antistanti Capo Spartivento Calabro a circa tre miglia dalla costa. 


Fondale di sabbia bianca o grigia, lamiere colonizzate da un fitto mantello di alghe, pesci grigi come la sabbia, ben mimetizzati: questo il quadro di un relitto che solo con una buona dose di fantasia e immaginazione si può ricostruire nella sua forma originaria, considerate le condizioni attuali date da “ferri” diversi, sparpagliati sul fondo un po’ come pezzi di un puzzle rovesciati su un piano a casaccio…

La caldaia è uno dei principali riferimenti, anche perché nelle giornate migliori, vista la scarsa profondità, è l’unica cosa che si riesce a intravedere dalla superficie. L’immersione è facile, divertente e consente di fare incontri interessanti, specie di notte. 

Era il 14 marzo del 1943, ore 12.08, quando la nave da carico, in navigazione da Crotone verso Messina, viene silurata dal sommergibile britannico Unbending, nelle acque antistanti Capo Spartivento Calabro a circa tre miglia dalla costa. Costruita nel 1914 dall’armatore G.Angeloni in Gran Bretagna e varata come Imber, il piroscafo da carico “Città di Bergamo”, con le sue due grandi caldaie a carbone, finiva di navigare mentre veniva trasportato verso costa prima dell’affondamento, avvenuto nei pressi di Brancaleone, poco a nord del luogo dove era stato silurato. Il relitto della nave, lunga in origine 94,63 metri, giace da allora su un fondo sabbioso, dove per la scarsa profondità è stato più volte oggetto di recuperi e smantellamenti.

Ma gettiamo l’ancora tra le intricate lamiere e tuffiamoci alla scoperta della vita in questo labirinto di ferro, dove pesci e invertebrati sfruttano gli interstizi e le cavità che si sono create per ripararsi e scampare ai pericoli che il mare deve affrontare tutti i giorni, quando l’uomo penetra nell’elemento liquido con i suoi attrezzi micidiali o, indirettamente, scarica e inquina rendendo l’acqua … irrespirabile (per i pesci, intendo…).

Un relitto sconquassato come questo è un rifugio ideale per la fauna marina, dove le reti da pesca non possono pescare, dove le lenze si imbrogliano e dove i subacquei che ancora pescano troveranno filo da torcere. Certo, è così un po’ per tutti i relitti, ma per quelli in condizioni peggiori la protezione è maggiore.

Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
I pezzi più grandi, riconoscibili, a parte la grande caldaia, sono diversi: paratie divelte adagiate al fondo, poggiate su altri pezzi irriconoscibili, creano zone d’ombra sulla sabbia, come tettoie, dove cernie bianche e altri pesci amano ripararsi; fumaioli coricati, un albero da carico poggiato al fondo e inclinato, gli ingranagi dell’albero motore, parte dello scheletro, e pezzi piccoli sparsi tutt’intorno, offrono rifugio a polpi, labridi, serranidi, murene e gronghi. Si individuano ancora due tronconi distinti, separati da un breve intervallo di sabbia, sedimento che ha avvolto molte parti dello scafo ormai sprofondato per sempre o che, periodicamente, tornano alla luce in base al mare e alla potenza delle onde, che coprono e scoprono parti del relitto periodicamente.

Il ferro è coperto a tappeto da numerose specie di alghe, che lasciano poco spazio a invertebrati incrostanti tra i quali abbonda una madrepora “doc” del Mediterraneo, la Cladocora caespitosa, e molte colonie di piccoli idrozoi che invece, a loro volta, offrono in pasto i loro piccolissimi polipi a splendidi e comuni molluschi nudibranchi come le flabelline.

Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo

Anche questa volta, come accade sovente sui relitti dello Jonio calabrese, sono le cernie bianche le protagoniste indiscusse, specie in primavera e inizio estate, quando nuovi gruppi di questi pesci si avvicinano a terra e si impossessano delle cavità disponibili. La cernia bianca (Epinephelus aeneus) ospite del “Città di Bergamo” si lascia osservare più o meno bene secondo il tipo di anfratto scelto a dimora. Quando ci si tuffa in acqua dal natante, vista la modesta profondità, già l’impatto del nostro corpo con l’acqua può causare un primo inizio di fuga dei pesci verso i meandri del labirinto di ferro. Starà a noi decidere se essere cauti sin dall’inizio per avere maggiori possibilità di incontri, anche in acqua libera. Incontrare una cernia bianca a candela o in prossimità del fondo è esperienza da segnalare: solo così è possibile apprezzarne l’elegante livrea grigio-azzurra, cangiante secondo lo stato emotivo quasi come quella di un polpo.

Larghe bande verticali e diagonali scorrono sui fianchi di questi pesci più snelli delle goffe cernie brune, a volte tranquilli di fronte al sub attento che si è fermato a osservarle a distanza ragionevole; ogni nostro movimento può causare lo scatto fulmineo della cernia, che cambia colore assumendo un carico grigio plumbeo battendo in ritirata verso il suo angolo di relitto in affitto.

Non capita spesso, a meno che non ci si immerga di notte, di osservare i disegni tipici di questa insolita livrea, simile a quelle di alcune cernie tropicali; e ancora, come le cernie dei tropici, questa specie dimora all’ombra delle tettoie di ferro come fossero acropore di mari del sud, somigliando quindi alle cugine dei mari caldi anche negli atteggiamenti. Che magiche visioni, mai concesse a gruppi di sub gestiti dai diving ma solo a pochi e scrupolosi osservatori subacquei, silenziosi e rispettosi di un mare particolare, ricco di una vita che spesso non si vede…

E il relitto di questa nave d’altri tempi custodisce con cura una biodiversità ancora discreta. Perchie e sciarrani son sempre attivi in ogni dove, triglie d’ogni taglia smuovono il fondo nelle radure sabbiose tra un “quartiere” e l’altro del relitto, scorfanetti  si nascondono tra le alghe brune e gli occhi sorpresi di giovani polpi si sollevano dal fondo per vedere cosa accade.

La cernia bruna, nei primi anni di vita, ama anch’essa questo sito: non è raro imbattersi in giovani esemplari con la classica livrea maculata: simpatica come sempre, la cernia ti osserva a candela in atteggiamento ambiguo, pronta alla fuga repentina. Le pinne pettorali si muovono avanti e indietro alternandosi, aiutando il movimento a ritroso. Poi, di colpo, la giravolta su un fianco, e la ritirata in tana. Che bello! L’avrò visto mille volte, ma è sempre bello il momento in cui una cernia ti lascia così! Specie se tutto ciò accade nella cornice di un relitto che, per quanto ammasso di lamiere, sempre relitto è; e, come tale, ambiente sommerso importante e densamente popolato.

In una sola immersione si può vedere tutto il relitto: è difficile infatti superare i 15 metri di profondità. Restando praticamente in curva di sicurezza, con molta calma si avrà modo si muoversi un po’ ovunque, dedicandosi alla fotografia naturalistica più o meno ravvicinata, alla foto storico documentaristica di ciò che resta di un vecchio naufragio o semplicemente alla contemplazione, vissuta intensamente, che ogni sub che si rispetti deve in un certo modo vivere sempre, ammirando quanto lo circonda e ricordandosi di essere uno dei pochi fortunati a vedere alcuni aspetti di un mare sconosciuto (spesso lo dimentichiamo…).

Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo
Click su immagine per aprire galleria immagini articolo

Recommend this article...


Francesco Turano
A proposito dell'autore:

Fotografo professionista e disegnatore.
Guida Ufficiale del Parco Nazionale dell'Aspromonte.
Docente di Fotografia in corsi di formazione e Master universitari.
Educatore ambientale ed esperto di biologia ed ecologia marina.

Fotografo, disegnatore e amante della natura e del mare, inizia a fotografare sott'acqua, in Mediterraneo, nel 1984. Dall'inizio degli anni novanta le sue immagini appaiono su riviste (Oasis, Bell'Italia, Aqva e molte altre), libri ed enciclopedie e sono premiate in numerosi concorsi fotografici di prestigio (tra cui anche il Festival di Antibes).

Francesco scrive articoli su racconti di immersione, relitti, ma anche su biologia e animali marini, che trovi quindi sul "portale arancio" 

Segue >>

Last update : 13-04-2008 17:58

   
Inserisci questo articolo sul tuo sito - Quote this article in website
Preferito - Favoured
Stampa - Print
Invia a un amico - Send to friend
Articoli correlati
Salva in  del.icio.us - Save this to del.icio.us

Users' Comments  RSS feed comment
 

Average user rating

 
Comment language: Italian (0), Italian (0), English (0)

Add your comment
Name
E-mail
Title  
 
Comment
 
Available characters: 600
   Notify me of follow-up comments
  This image contains a scrambled text, it is using a combination of colors, font size, background, angle in order to disallow computer to automate reading. You will have to reproduce it to post on my homepage
Enter what you see:

   
   

No comment posted



mXcomment 1.0.7 © 2007-2008 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
< Prev   Next >

Le altre news del portale blu

Other news from...

Dona a Sublandia

Enter Amount:

Conditions and Privacy

Conditions
Privacy
Statistiche da 7.7.2008