Ventuno gennaio, ore diciotto. Sono
pronto, sulla spiaggia di Marina Grande a Scilla, per affrontare una
nuova immersione, ansioso di scoprire e lieto di staccare i
contatti col mondo terrestre...
14 marzo 1943: la nave da carico, in navigazione da Crotone verso Messina, venne
silurata dal sommergibile britannico Unbending, nelle acque antistanti Capo
Spartivento Calabro
Sull’isola dei canguri, Kangaroo Island, per cercare di studiare e fotografare i famosi draghi
di mare, splendidi cavallucci marini dall’aspetto fiabesco le cui
sembianze richiamano l’affascinante corporatura di un drago.
Lankayan... Il verde della foresta, il bianco della sabbia, i colori della laguna... Immersioni spettacolari, creature minuscole e variopinte, grandi formazioni coralline.
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Ai Giardini della Regina, sono possibili incontri mozzafiato con il pesce più grande del
mondo, lo squalo balena, e sono garantiti gli avvistamenti
di squali.
Andar sott’acqua è una cosa meravigliosa: l’uomo ha sempre subito il
fascino dell ’immersione, ma son sempre poche le persone che riescono
veramente ad apprezzare e farsi prendere da quelle emozioni che si
scatenano in fondo al mare.
Vecchio vapore italiano lungo 96,85 metri
costruito nel lontano 1886 e affondato nelle acque di Brancaleone
Marina, in
provincia di Reggio Calabria per le cattive condizioni meteo il 23
novembre del 1920.
Calabria: terra selvaggia, mare intrigante. Dove il turismo
è ancora giovane e il mare prodigo di sorprese per quei pochi amanti di
pace, silenzio e avventura, senza il condimento della vita mondana.
Il reportage di viaggio di Alberto, "reduce" da due settimane di vacanze - in agosto - alle Maldive. Dapprima nella confusione del villaggio sull’isola di Vilamendhoo (a sud dell’atollo di Ari) e nuotando fra gli squali balena.
In seguito in crociera tra Ari sud, Felidhoo, Baa e Rasdhoo, sotto la pioggia battente, ma con emozionanti incontri in immersione: squali di tutti i tipi, mante, aquile di mare, barracuda, carangidi, tartarughe e una grande quantità di pesce e di specie.
Primo piano del dragone di mare, in tutto il suo splendore e la sua unicita'.
Australia meridionale: una piccola isola, a un’ora di volo da Adelaide, ospita strane creature marine che pochi subacquei hanno avuto la fortuna e il privilegio di osservare e fotografare almeno una volta nella vita. La curiosità mi spinge a imbarcarmi su un volo verso quella che chiamano l’isola dei canguri, Kangaroo Island, per cercare di studiare e fotografare i famosi draghi di mare, splendidi cavallucci marini dall’aspetto fiabesco le cui sembianze richiamano l’affascinante corporatura di un drago.
(...) Abbiamo precedentemente ipotizzato che le risalite dopo immersioni ricreative siano generalmente troppo veloci. Risalite rapide provocano la formazione di bolle che, a loro volta, causano la malattia da decompressione neurologica. I casi sono relativamente pochi, ma costituiscono comunque un certo numero. Abbiamo notato che, anche considerando varie procedure di decompressione, dalle tabelle ai computer – e molte di queste ultime con tempi sul fondo assai più brevi che con le tabelle U.S. Navy – l’incidenza di MDD di Tipo 2, o neurologica, è rimasta costante negli anni. Si sono avute lesioni nel 65% circa degli oltre 1000 casi all’anno riportati al DAN.
Siamo tutti concordi nell’affermare che la subacquea, oltre ad essere
una splendida attività, è anche molto sicura, specialmente se pensiamo
all’ambiente in cui si svolge, l’acqua, che non è, come sappiamo bene,
l’elemento per il quale noi umani siamo stati “progettati”!
Gli infortuni correlati all’attività subacquea sono piuttosto rari e l’incidenza stimata di quelli relativi alla decompressione è molto bassa.
Ma, se l’immersione è di per sé un’attività sicura, possiamo dire
altrettanto delle imbarcazioni che utilizziamo? Stiamo assistendo ad un
aumento impensato di incidenti e ferite causati o agevolati da fattori
connessi alle barche; in particolare sono stati riportati con sempre
maggior frequenza episodi di ferite alle mani e alle dita durante la
salita sulla scaletta.
La maggior parte degli incidenti sono stati causati dalle scalette, sia fisse che
pieghevoli, che non sono saldamente ancorate alla barca stessa e
dondolano avanti e indietro col rollio dovuto alle onde.
L’utilizzo di aria arricchita di ossigeno, più comunemente nota come “nitrox”, si è fatto strada nella subacquea ricreativa negli ultimi 15 anni, da quando fu introdotto per la prima volta ai subacquei sportivi nel 1985.
Accanto a IANT, ANDI e TDI, attualmente anche PADI, NAUI, SSI e YMCA sostengono pienamente i programmi di insegnamento del nitrox in aggiunta a quelli tradizionali ARA. La popolarità delle immersioni nitrox è aumentata significativamente, come dimostrato dai numerosi modelli di computer ed erogatori dedicati al nitrox, dalla diffusa disponibilità di tale miscela e dal suo utilizzo quasi esclusivo in diverse barche da crociera subacquea.
DAN ha recentemente sponsorizzato e diretto un workshop per esaminare la situazione del nitrox nel 2000.
Tra i partecipanti rappresentanti delle agenzie di training nitrox, fisiologi della decompressione, gruppi di immersione scientifica, produttori di attrezzatura e tecnici.
Quando per la prima volta mi avvicinai a San Vito Lo Capo e mi si presentò davanti agli occhi il paesaggio di quel lembo di terra siciliana compresa tra il golfo del Cofano a ovest e il promontorio dello Zingaro a est, rimasi letteralmente ammaliato dalla suggestione di quei luoghi e da allora, tutti gli anni, ritorno a San Vito per osservare paesaggi emersi e sommersi di uno di quei posti che oggi è nell’elenco dei miei preferiti. Ricordo ancora il forte maestrale che mi accolse quel giorno di settembre del 1998, quando mi fermai per forza di cose ad osservare la Baia di Macari e il Monte Cofano, dove i marosi colpivano violentemente la scogliera creando intriganti scenari scanditi dal rumore del mare in burrasca.
La storia di un incidente subacqueo finito bene: una donna di 60 anni in buona salute partecipa ad un viaggio immergendosi due volte al giorno per quattro giorni consecutivi.
Il quarto giorno...l'incidente, la somministrazione di ossigeno d'emergenza, la diagnosi (patologia da decompressione neurologica a carico della parte alta della colonna lombare) e il trattamento in camera iperbarica.
Affrontiamo alcune importanti considerazioni sulle correlazioni fra l'attività subacquea, la buona salute e la buona forma fisica ed ancorafra i subacquei e l'invecchiamento.
Non è necessario "appendere l'erogatore al chiodo", spesso è sufficiente...riconoscere
quando immergersi in modo prudente.
La subacquea sta diventando uno sport di massa; i subacquei sono più
frequenti tra la popolazione; anche se hanno imparato tramite i corsi
che la PDD si può presentare con sintomi diversi e spesso lievi, sembra
che preferiscano ignorarlo, di conseguenza spesso non considerano
questi segni e sintomi fino a quando non diventano così fastidiosi da
spingerli a cercare un trattamento.
La psicologia del comportamento gioca un suo ruolo nel rendere
frequente questa attitudine, quando il rifiuto si lega all’ignoranza
e/o alla sottovalutazione. Il risultato è un calo della sicurezza in
immersione, in termini di mancata “prevenzione secondaria”, ossia della
prevenzione di danni ulteriori con l’appropriato e tempestivo
intervento di primo soccorso.