Partecipa!

Viaggio al paradiso (isole polinesiane)

Scritto da Nanetto degli Abissi, 06-11-2006 15:24

Pagina vista : 7025    

Favoriti : 9

Pubblicato in : VIAGGIASUBlandia, Racconti di viaggi in Italia e nel mondo

Un altro racconto ricco di vitalità e poesia di "Nanetto degli Abissi", che racconta le sue avventure da New York a Moorea, a Papeete, a Rangiroa.

Un viaggio nelle emozioni e negli incontri speciali che ha avuto la fortuna di vivere sotto il pelo dell'acqua e fuori dall'acqua.


Dopo aver descritto giorno dopo giorno quello che seguirete a leggere, se il tempo ve lo consente, se avete un pochetto di che minima voglia, se non avete niente i piu' importante da fare o se siete dei fanatici curiosi)ho deciso di mettere questo prologo perche' possa essere piu' ordinato il acconto. Quando ho iniziato a scrivere avevo deciso che mi sarei basato piu' che sulle emozioni sui fatti reali..avevo intenzione di raccontare, sempre a mio modo, le giornate che mi usseguivano senza rendere il racconto una novella ma tampoco una cronistoria noiosa.
Un piccolo libro di un piccolo viaggio tanto sognato.Per fare questo piu' o meno ogni giorno, dopo aver "lavorato" duramente sott'acqua, seduto nella mia stanza di albergo iniziavo a raccontare il
vissuto..
per questo, racconto come quello che mi sembrava unico il primo giorno si svelera' essere semplice e un po' banale l'ultimo giorno..purtroppo molti sono stati i giorni intensi e molte le cose viste che
rendono lungo il racconto avendo gia decimato il superfluo.
Per le foto dovrete aspettare che le scarichi e le prepari purtroppo...

Parte prima

VIAGGIO AL PARADISO

Generalmente uno spirito benigno si riconosce da un odore balsamico.. una leggera brezza intorno e calore sulla faccia..

bene, probabilmente avevo abbastanza spiriti benigni intorno a me... non so, pero' mi sentivo molto frizzantino il giorno che mi svegliai per la grande partenza... non tanto per il posto dove sarei atterrato o quello che avrei visto, ma la sensazione che il cambiare aria per un po' avrebbe portato una ventata di fresca vitalita'..

16 ore di viaggio hanno dato tempo alla mia mente di assorbire profonde letture oceaniche..

lentamente il boing comincia a scendere tra le nubi aprendosi un varco per la terra..

Mille luci riflettono sui palazzi come arcobaleni pubblicitari, lunghi serpenti gialli sono il risultato del continuo sfrecciare di taxi lungo le strade di NewYork..

Passeggiando tra le grandi vetrine e locali vip concludiamo per finire a mangiare in un cines fast food della 54th street.. la troupe della Ocean Chronicles magazine.. ovvero: io nella veste di cameraman-jolly-giullare, Manu come fotografo-publicrelaction, Cristina con l'incarico di fotografo-traduttrice e Leandro il comandante dal genio delirante ed il sonno perturbato che con due camere video e microfono in mano assorbe tutti i colori e le voci degli intervistati,riusciamo a goderci questa nottata manatthaniana prima di un risveglio molto prematuro.

06:00 ora di NY, prima che l'equipe ritorni da sonni profondi ho la neccessita' mentale di uscire.. Empire State bulding, National Library, Ford bulding, Whitney museum, Big Central Station, Crystal Bulding, United Nation palace, Madison square...

due ore per ammirare la grande mela svegliarsi al caldo sole autunnale con il suo brulicare di persone frettolose verso le innumerevoli street ed avenue,con tanto di corsa a sirene spiegate di un parco auto della polizia degna di un'action di Bruce Willies..

Dopo la grande tecnologia inizia il percorso culturale per le lussureggianti isole polinesiane... ci aspettano altre 12 ore di volo aereo per atterrare a

Papeete..

Macchine fotografiche e telecamere sono il grande ed ingombrante bagaglio che ci porteremo appresso per tutto il tragitto...

ma fondamentale per immortalare immagini di tartarughe e delfini nella nostra prima immersione.. squali con un shark feeding abbastanza blando a base di pesci spada nella seconda...

Wow.. per essere il primo giorno arrivato sull'isola siamo gia' eletrizzati...

La nottata passa e con lei le melodia tahitiane dal gusto lievemente dolciastro che si intonano con i loro abiti fioremente colorati..

E' la volta di Moorea.. l'isola si trova a solo 30 minuti di navigazione, ma molto differente da Tahiti, si estende in una grande montagna lussureggianteche arriva al mare fondendosi in colori strabilianti di azzurro, la vita e' tranquilla e tutto sembra costruito in armonia e rispetto con l'ambiente e le necessita' del turismo, sbarchiamo in questa piccola giungla dove le tartarughe di un centro di riabilitazione ci aspettano per essere immortalate nel momento della loro liberta' tanto attesa..

dopo ore passate a documentare la riabilitazione, la nutrizione e tutti i procedimenti di identificazione, censimento e cure del caso ci spostiamo verso l'oceano... il blu e' intensissimo.. il fondo talmente profondo da non incidere sul colore.. un cielo azzurro come il mare viene macchiato da nubi compatte sopra la montagna dando un vago sentore di jurrassik park.

Mi trovo in acqua davanti al catamarano con la camera pronta..Manu ed il capitano in posizioni strategiche attendono impazienti, il bottone e' gia' posizionato su REC... Nicolas, boss dello staff francese, inizia i preparativi "religiosi" ed i saluti vari alle tartarughe..

tre tartarughe vengono liberate e le vediamo muoversi incerte verso il mare aperto e sparire consapevoli di essere tornate a casa!

Un emozione cosi grande mi sarebbe bastata per la giornata.. mi sbagliavo.. dopo aver ricevuto notizia di trigoni giganti in area riusciamo ad organizzarein quattro e quattrotto una spedizione casalinga noleggiando la barca di paperino, ovvero 3mt di lunghezza con un 25cv, per raggiungereil punto esatto. la mia entrata in acqua e' stata di forte impatto.. sono il primo, il primo a mettere l'ancora, il primo a vedere intorno a me 15 trigoni, il primo a vedere ad un metro un aquila di mare incuriosita dai miei movimenti confusi ed impacciati..

leo si precipita in acqua a filmare e con un leggero ritardo seguo io e manu..

prima un po' incerto con la camera video e con una leggera timidezza mi avvicino a queste frittelle giganti diventate famose per aver ucciso Mr.Crocodile.. poi visto che pare siano disposte a fare le fusa mi metto a giocherellare con loro riprendendole l'acne della pelle ed il rimmel degli occhi.. sono tante e non finiscono di aumentare.. sbucano da ogni duna della sabbia come se si materializzasero da essa...

la profondita' non e' elevata.. anzi direi ridicola.. siamo sul metro e cinquanta di acqua cristallina e noi con maschera e tubo siamo costretti a tenere le vicinanze della superficie.. si girano in volte, in impennate, si attorcigliano un po' e ti vengono a cercare per farsi filmare un pochino.

nel pieno del trionfo dei trigoni e felice come un pasqua do una volta a 180 incontrandomi davanti uno squaletto dalla pinna nera che nella confusione e' venuto a curiosare un po'.. lo seguo con le mie pinnette e tubicino in mare aperto prima di accorgermi che lo squaletto si e' portato dietro tutta la famiglia.. sono entrato nella pass loro territorio per antonomasia, e 12 suoi famigliari sono venuti a darmi il benvenuto cominciando a girarmi intorno..

non so quanto si sia sentito fuori dall'acqua ma il mio "azz..." susseguito dal "woooooow!" pero' ha fatto una buona impressione alla loro testolina appuntita e siamo diventati amici.

Come sempre il rientro e la lontananza di buoni amici ti rattrista un po'.. ma sapere che presto ritornero' sull'isola di Moorea mi rincuora l'animo e mentre mi allontano alla volta di Papeete l'immagine quasi onirica dell'isola rigogliosa sommersa nella sua sommita' dalla perenne nube con raggi divini del caldo sole che la irradiano imprimono nella memoria un'immagine meravigliosa della giornata.

La grigia mattinata che segue da un po' di sollievo alla pelle ormai martoriata dal sole.. una nube densa e grigia che lascia cadere una leggera pioggerella rinfrescante serve ad ammorbidire la muta aderente che portiamo addosso ormai da un'ora, il tempo che miete i suoi minuti permette alle nuvole di cedere all'insistenza del sole, ora il caldo diventa insopportabile.. ma resistiamo... il premio, si spera, sara' alto.

Bagnati ed accaldati torniamo sui nostri passi.. il motoscafo vira per il dietro front, gli sguardi sono rivolti lontano.. sotto la superfice del mare a cercare qualcosa che solo la nostra mente vede.. assorti in pensieri profondi come l'abisso dove vivono i giganti del mare... sfusssssssssss!!

nessuno ci vuol credere.. e' come se lo avessimo chiamato..

davanti a noi un soffio alto diversi metri ci indica il tragitto.. un altro! pronti con maschera e camera ci avviciniamo rapidi.. due uscite di schiena molto vicine danno le dimensioni dell'animale.. siamo in frenetica attesa di vedere l'ultima schiena per entrare in acqua... dentro la maschera con il tubo in bocca che riduce il fiato riesco a sentire le mie pulsazioni nelle tempie.. guardiamo tutti la superfice dell'acqua.. ma non esce un'ennesima schiena nera.. no.. ora che ha chiamato la nostra attenzione la signora esce in tutta la sua possenza.. una megattera salta fuori dall'acqua leggera come un delfino.. completamente a mezz'aria si contorce in un acrobazia per mostrarci il ventre bianco rigato e rientrare in un'esplosione di spruzzi.

Siamo rimasti tutti esterrefatti.. nessuno ha mosso un dito.. tutti com la macchina in mano e lo sguardo ancora fisso nel punto di entrata..

anche il barcaiolo ci guarda perplesso... nessuno parla.. non sappiamo se entrare aspettare o mettersi a gridare dalla gioia.. non abbiamo altro tempo per pensarci perche' con un'altro salto ancora piu' grande e maestoso ci degna della sua bellezza.. ma questa volta non ci sono errori ed entriamo in acqua..

non ho parole per descrivere la sensazione che avevo.. non riuscivo a pensare al freddo, alla corrente, al motore della barca, davanti a me solo l'immagine di questa balena enorme che nuota aggraziata come una sirena e con le sue enormi dimensioni che volteggia allontanandosi.. anche se il tempo e' stato poco abbiamo immagini nitide.. non sono tanti i minuti ripresi purtroppo ma sono maledettamente felice... pero' lo sento forte.. ancora qualcosa mi manca..

l'impatto e' stato talmente violento e fugace da lasciarmi con un vuoto...

Parte Seconda

Destinazione Selvaggia

Il volo verso Rangiroa e' breve ma decisamente appagante.. se Tahiti era da principio un paradiso ora so effettivamente che c'e' sempre qualcosa di piu' magico..

Decisamente l'isola e' piu' selvaggia, non disabitata ma sicuramente tutt'altra cosa da Tahiti e Moorea.. la parte piu' alta dell'isola e' la torre della chiesa proprio sul finire dell'isoletta. Tutte palme ed alberi da frutta come mango, banani e frutti mai visti in vita mia ma purtroppo non ancora maturi da essere mangiati. Un popolo a parer mio povero rispetto le isole vicine ma con grande dignita' nonostante il tenore di vita sia alto, un'isola abbastanza sporca come tutti i luoghi dove non si ha il concetto del valore del turismo e della natura preziosa che li circonda.. per loro e' solo erba da tagliare, pesce da mangiare e reef che taglia i piedi.

Questo ha permesso all'isola di non crescere con alberghi enormi ma anche a trovare diversi rottami sulla spiaggia mescolati a conchiglie, animali marini al fine della loro vita, pezzi di tartarughe e balene.. una drammatica storia del mare raccontata da una spiaggia interamente di corallo.

Sott'acqua e' tutta un'altra storia..

non ho la piu' minima idea di come potrei descrivervi la bellezza del primo giorno di immersioni.. penso che non avro' abbastanza parole per darvi un'idea del filmato dentro la mia testa.. forse bisognerebbe inventarne di nuove... perche', davvero, quello che ho visto oggi non era un essere in acqua a vedere pesce, ma avere davanti un quadro surrealista che non puoi raccontare ma soltanto rimanerne affascinato.

Chiudete gli occhi e con un pennello abbastanza grande dipingete il fondo del quadro di un color azzurro intenso ma trasparente.. come se fosse soffice..

ponete un giardino prezioso di corallo degno di un sultano, macchiettato di colori, luci e popolato come farfalle di centinaia di pesci colorati,

con un tocco di allegria dislocate nello spazio disponibile quintalate di pesci palla...

sopra questo giardino nubi dense ma non minacciose di migliaia di dentici e con branchi di grugnitori e chirurgo tanto da variare le tonalita' che saltuariamente si aprono come tende da teatro per far passare innumerevoli napoleoni e tartarughe,sopra di una decina di metri ma sparsi ovunque enormi barracuda come vigilanti girano mantenendo l'ordine..

sul fondo, 15 metri piu' a basso un continuo passeggiare di mante e acquile di mare a braccetto rende onirica la scena.. ma a tutto questo non riesci a concentrarti.. perche' la parte principale viene svolta dai gruppi di delfini che ti zompano davanti giocherellando con te e dallo squalo martello mokarran che si mescola tra la cinquantina di squali grigi che ti svolazzano dappertutto senza darti la possibilita' di capirne la quantita'... penso che un quadro come questo non abbia parole.. emozioni.. sensazioni per essere descritto.. freddo e neutrale vi ho raccontato la visione precisa di 54 minuti di immersione tra i 43mt e la superficie fatta due volte nello stesso giorno e nulla e' cambiato. le previsioni di domani sono migliori di oggi. Ho paura.

Il tempo della paura ha avuto la grazia di essere posticipato con una giornata di pura tormenta, questa grazia ci ha alleviato da molte ore di saturazione e la possibilita'di gustare il panorama dell'isola con le sue interessanti opere culinarie dal forte aroma indocinese e di opere artigianali originali del pueblo di Rangiroa..

la lavorazione delle perle, la colorazione dei pareo, la maestranza nella pesca e la pulizia sul posto dei dentici, la lavorazione del vino tahitiano e un buon taglio di capelli dallo coiffeur locale..

Ma un nuovo sole risplende alle 6 della mattina.. la tormenta ha sfogato le sue ire ed una nuova giornata marina ci attende.

Il gommone scivola lento tra i mulinelli di corrente della pass.. passando vicino alla spiggia a soli 80 cm di profondita' riusciamo ad evitare le tormente superficiali e le onde che ci superano in altezza.. raggiungiamo il faro, costeggiamo il reef e tocchiamo la meta finale.. oggi oceano aperto.

Avvolto nel misterioso blu affondo lentamente preparando la camera da ripresa.. neanche il tempo di accenderla che l'ombra di un paio di squali mi passa accanto, alzando lo sguardo alla guida domandomi se lo show e' gia iniziato... a quanto pare si.

Una quindicina di grigi entrano nel gruppo in cerca di prede.. e piu' dalla superfice il gommone aumenta i giri del motore piu' il numero degli squali aumenta.

Calata la cassa di pesce sopra la mia testa mi ritrovo a fare il bump con il muso di questi cagnetti affamati, me li ritrovo sopra sotto, mi passano sotto le gambe e in mezzo alla camera.. probabilmente vogliono vedere se vengono bene in ripresa.. come tutti gli attori sono un po' vanitosi.

Rivedendo le immagini al rallenty si nota come uno piu' invidioso degli altri ed indispettito mi morde la cinghia della bombola!

quando lo show e' al finire, 3 poderosi silvershark entrano in scena.. ma la loro timidezza hai flash li tiene a distanza.. non tanto distanza...

raggiungiamo un'altra volta il reef.. come sempre brulicante di ogni tipo di vita, sovrastante la montagna marina, come un treno con le sue locomotive sopra i binari, una serie di mante riesce a fermarci a pochi metri.

Ma cose losche si aggirano in profondita'.. il mio sesto senso mi allerta.. una voce mi chiama.. il nero abisso calamitamente mi attrae.. trapasso innumerevoli branchi di barracuda e napoleoni che viaggiano in ordine come sulla highway newyorkese guardandomi con disprezzo per viaggiare contromano.

accendo le torce.. mi sembra di entrare in un tunnel e quella sensazione strana di inquietudine mi pervade.. comincio a filmare nuclei di gialli farfalla che risaltano con il nero fondale e il blu intenso del mare.. un baby shark mi passa vicino cercando un po' di avventura ma subito raggiunge la mamma..

lo seguo.. la profondita' aumenta.. una seconda highway piu' profonda e clandestina scorre silenziosa ed indisturbata..

centinaia di squali proseguono lungo il reef tutti nelle stessa direzione.. entro dentro filmando esterefatto.. e creando qualche incidente e tamponamento,

blocco il traffico. 40bar.. corrente ad uscire.. 3 minuti di deco.. devo risalire. ma non finisce qui... non puo'... non sono soddisfatto.

Gli incontri ravvicinati sembrano essere il punto d'impatto di questa isola.. avere il faccia a faccia con dei silvershark piu' grossi di me ha un certo fascino.. ogni immersione e' un incontro speciale.. ogni immersione ha qualcosa di incantevole.. le mante, le acquile, i napoleoni, i barracuda, oppure solo la scenografia del paesaggio.. generalmente andiamo a terminare le immersioni ad un metro d'acqua per vedere l'infrangersi delle onde.. in cosi poca acqua la vita non manca ed un mare che fuori sarebbe il sogno dei surfisti sotto e' un ribollire di schiuma che ti sbattola avanti e indietro come un tappo di sughero..

Naturalmente non sono solo rosa e fiori le nostre giornate... Manu comincia ad accusare dolori muscolari dati dalle stancanti giornate, con sveglie alle 6:00 e tre immersioni al giorno, il capitano ha accusato ustioni alla faccia dal sole frustrante e una camera video affogata, io costretto a pinneggiare con una gamba per via di una tendinite ad un piede ed il computer che mi abbandona nel mezzo di una notturna, Cristina pare essere ancora indenne a disgrazie fisiche ma ha rischiato un'allagamento di nikon salvata in corner da un miracolo.

Ormai i giorni a Rangiroa stanno terminando..nonostante molti tetrabite stanno riempiendo gli hard-disk e molte cassette miniDV si moltiplicano nella borsa mancano ancora immagini.. i baby shark, la blue lagoon, le aquile ravvicinate, i pesci pietra giganti ed il mio conto in sospeso con gli squali.

La giornata inizia con un caldo sole ed un mare a lastra di vetro degno delle riviste di Alpitour..

Il Manager del SixPassenger decide di accompagnarci personalmente nella pass.. oggi il gommone non evita le onde o i vortici ma scorre tranquillo al centro del piccolo stretto.. oggi finalmente corrente ad entrare.

Esattamente al centro della pass scivoliamo verso il fondo.. mentre sprofondiamo ognuno di noi e' intento a preparare i propri flash, vedo la sabbia avvicinarsi.. sono a 40mt e del movimento strano si aggira sotto di me.. metto a fuoco.. sii.. la mia highway!

Incredibile.. non avevo mai visto cosi tanti squali nuotare vicino fra loro, sembrano un grande gruppo di sarde, tutte compatte ma dalle dimensioni piu' ambiziose.

scendo e scendo ancora.. vedo i fuochi del capitano irradiare sopra di me.. sto esagerando.. ma scendo ancora.. la narcosi mi pizzica il naso..

sono lucido.. accendo la torcia kowalsky.. tutto un'altro effetto.. aquile di mare mi passano sopra.. ed io sono dentro il branco, sono sceso oltre il drop-off.. guardo il suunto.. azz ho gia' molta deco.. penso a David Doubilet, penso a Blu Planet.. davanti ho l'immagine elettrizzante di un mondo che non tutti possono vedere facilmente.. ma l'inquadratura puo' essere migliore.. scendo ancora un pochetto, Leandro lo vedo sopra di me ma distante, Manu e Cris sono solo bagliori di flash lontani tra un branco di aquile, un tonno mi si avvicina e si ferma pare voglia parlarmi, i grigi continuano indisturbati la loro marcia senza fine, alzo la camera e ciak si gira,uno splendido controluce del ventre degli squali inizia il mio ascenso verso la superficie, riconquisto il plateau di sabbia dove incontro Cristina che danza con una manta, Leo dentro i barracuda e manu che scheggia in tutte le direzioni sparando a suon di lampi a tutto quello che si muove sopra il metro di dimensione.

le molteplici tappe mi vincolano a molte inquadrature mancate, zizzaghiamo a destra e sinitra della pass indisturbati dalla corrente mancante.

Entriamo nel canyon che fino ad ora ci era impossibile avvicinare.. nuvole di pesci riempIono questo spazio.. finalmente i Pietra..

una piccola grotta dà rifugio ad un pinna bianca gravido.. la profondita' ormai e' pochissima e la luce entra con prepotenza nei primi metri d'acqua..
emergiamo dall'acquario.

Pare, cosi' ci racconta Ugo proprietario del centro, in una delle sue tante novelle post immersione, che il pesce pagliaccio e le sue anemoni che abbiamo ripreso ieri e di sicuro non sbagliamo perche' di anemoni in area ne abbiamo incontrate 2 su due reef differenti, pare che siano i modelli del personaggio Nemo della Walt Disney, che il loro disegnatore, francese per l'appunto, sia venuto qui e sott'acqua con penna e tavolozza abbia ritratto le movenze per il grande schermo.

Il cielo volge al grigio.. qualche goccia cade sopra il centro.. ci carichiamo di tutta l'attrezzatura ed andiamo al blue lagoon attraversando il grande atollo in 40 minuti di motoscafo.. Jean Pierre lancia i motori su di giri e anticipando di qualche millesimo conquistiamo il podio.. 30minuti un record.

effettivamente il blue lagoon e' la gemma dell'atollo come la chiamo a rangiroa.. una serie di isole selvagge con un mare apparentemente turchese, ma che a noi viene negato da una pioggia torrenziale, fortunatamente come precedentemente anticipato, popolato da quantita' innumerevoli di squali pinna nera.. tutti baby shark che viaggiano a pochi centimetri d'acqua. una nursey incredibile dove pare sia il posto preferito per i banchetti domenicali dei tigre.

Appoggiamo le sony e le 2 nikon scafandrate sulla sabbia, un po' di pezzi di pesce fresco ed il gioco e' fatto, una moltitudine di pinnette nere che spuntano dalla superfice si avvicinano rapidamente.. attaccate a queste pinnette superficiali squaletti gialli di massimo 90cm con la superbia di essere gia' grandi cacciatori girano senza timore tra le mie gambe.. mi "annusano" i piedi cercando pezzi di prelibato sushi.

Divertito le appoggio una testa intera di tonno.. avete mai visto un piccolo cane davanti ad un osso di prosciutto? si pone disperato perche' non riesce a morderlo..la scena e' praticamente la stessa.. girano frenetici intorno a questa "enorme" testa senza riuscire ad addentarla ed idispettiti dai pesci piu' piccoli che ne strappano piccolissime quantita' ma senza tregua, si pongono ancora piu' nervosi.. prima si agitano in maniera ossessiva, poi se la prendono con i piu' piccoli volgendole testate ed alla fine rinunciano al bottino e se ne vanno avviliti lasciando il campo hai piu' deboli ma instancabili sergenti.

Noi dalla superfice dobbiamo lottare con le intenperie visto che aumenta la dose di vento e con i padroni dei cieli locali, sono piu' le sterne a predarci i bocconcini scendendo in picchiata che i pesci sott'acqua.. una gara al piu' rapido, una competizione per diverse specie ma con la stessa fame.

Dopo un barbecue sotto le palme il tempo migliora decisamente ma sempre negandoci il sole.. ci spostiamo dall'asilo nido dei tiburones alle elementari..

qui i pinna nera raggiungono anche il metro e 20 e l'acqua e' piu' profonda e permette la pratica alla caccia.. i primi rudimenti di toccata e fuggi in mare aperto li allontanano a tratti dalle acque basse e sicure del reef.

Avendo terminato il sushi di dentice proviamo con uova sode e panini al salame... pare che la cucina casalinga non sia cosi sofisticata come la giapponese ma sempre ben accetta. Non riusciamo ad arrivare al dolce perche' il tempo si trasforma.. la torrenziale pioggia abbandonata ritorna sfrosciante.. le nubi si addensano e nere come l'inquietudine ci chiudono in una nebbia padana.. costretti a viaggiare sottocosta dobbiamo navigare tutt'intorno all'atollo impiegando quasi 2 ore per tornare al porto.. un'altra giornata conclusa.. abbiamo ripreso tutto.. abbiamo il nostro reportage su Rangiroa ed un'altra giornata di immersioni.. siamo soddisfatti.

l'ultimo giorno sull'isola, il cielo e' incerto.. oggi ci propongono un immersione strana.. corrente ad entrare.. in teoria dobbiamo saltare nel blu, raggiungere il plateau filmare squali e mante deviare verso destra a caccia di aquile seguire la parete fino al canyon per filmare i pietra e deviare a sinistra per un ultimo giro su una cernia gigante stanziale in una grotta..

tre, due, uno.. go! tutto blu.. manteniamo il sole alla destra e pinneggiamo.. il reef lontano si avvicina rapido.. il gruppo si separa.. la corrente non corrisponde alle aspettative, ma una forza a 45 gradi rispetto la parete ci trascina.. tocco il plateu.. un branco di grossi tonni immobile nella corrente e' pronto a farsi filmare.. non infuoca.. la camera non infuoca.. merrrrrrrrrrrrddd...!!! con occhio languido vedo allontanarsi il gruppo di riomare..

rassegnato metto via la camera ed inizio a raggiungere la parete.. incontro il capitano sopra di me che a fatica pinneggia.. ci spostiamo a ridosso della parete e proseguiamo con molta fatica fino ad una grotta che ci da riparo.

Stanco leo mi dice che lui non ha intenzione di muoversi da li ed inizia a filmare i pesci residenti in grotta.. incontra anche pietra e nudibranchi..

io aspettando che finisca l'aria mi siedo sopra una roccia come al cinema davanti alla grotta.. passa di tutto! dai tonni, ai carangidi a gruppi di ogni tipo di pesci. Li vedi passare o a fatica contro corrente o velocemente a favore di essa.. passano anche due delfini che mi si fermano davanti.. io inizio a salutarli con la mano facendo "ciao ciao" e a fare versi strani pensando di parlarle chissa in quale lingua... uno di loro,il piu' grosso, forse la madre,continua il suo tragitto e sale alla superfice guardando spesso dietro controllando il compagno.. l'altro piu' propenso al gioco si avvicina abbastanza ed inizia a fare piroette e torsioni ma anche il gioco termina e richiamato all'ordine si allontana salendo a raggiungere l'altro.

Sorrido, mi giro e leo ha filmato la scena con me davanti in prima fila... finalmente 50bar, abbandoniamo il nostro rifugio, proseguendo a parete..

arriviamo in pochi metri dove un po' allucinati entriamo in una vecchia coltivazione di ostriche.. sembra una fabbrica abbandonta con reti deflagrate, pali piantati nella roccia con attaccato grandi fasce di celophane..

dentro le reti metalliche come prigionieri molti pesci cercano la via d'uscita.. due palla comunicano e si scambiano effusioni attraverso la rete come il giorno di visita dei carcerati.. un immagine un po' raccapricciante che mi tocca particolarmente.. emergiamo.

Dietro di noi ad una decina di metri un'abitazione tra le palme da alloggio ad una famiglia con bambini che ci guardano e ridono. in piedi sulla roccia vestito come un'astronauta ed una pinna giallo limone in mano cerco di richiamare l'attenzione di una barca qualsiasi.. non passa nessuno e la nostra non si vede.

Venti minuti dopo vediamo le barche del centro che stanno cercando qualcuno.. ma talmente lontane che non sentono il nostro richiamo.

Finalmente il recupero avviene.. giusto il tempo di capire che e' successo con i compagni e Rafh la guida, che ritorniamo in acqua.. "l'acquario" cosi chiamato per i suoi 8 mt di profondita' ma con nuvole di pesci farfalla.. un po' di colore a questa giornata grigia serve a distendere le tensioni muscolari..

un'altra tappa si conclude e con lei salutimo Rangiroa il paradiso selvaggio.

Parte terza

Ritorno a Moorea

l'isola in quanto tale nel suo essere di isola.. risulta essere la piu' affascinante... saranno queste vette appuntite che escono dalla foresta, sara' il verde lussureggiante che fitto avvolge l'isola in un manto di freschezza, sara' anche questo gioco di mezza realta' e mezza fiction che ti lascia perplesso nel vedere le persone sempre con il sorriso sulla faccia, che indipendentemente chi tu sia ti salutano con un "ia orana" "bon giour" o "bon soire", che tutti li vedi vestiti come usciti da "lilo & stich" con camice di fiori colorati collane di conchiglie o grossi pezzi di osso, tatuaggi splendidi ovunque ed il classico e permanente fiore tra i capelli... indipendentemente che esso sia l'inserviente del resort, l'autista del bus o la cassiera al supermarket.

Sara' per quest'insieme di cose che riesce a renderti semplicemente spensierato e con un sorriso da tonto sulla faccia, portandoti a salutare a tua volta tutti quelli che incontri.

Entrati nel super lussuoso resort Moorea Pearl resort iniziamo le grandi manovre di organizzazione degli ultimi giorni rimasti..

tutti con telefono alla mano, chi con l'ufficio del turismo tahitiano, chi con il diving per le immersioni, chi con il Dr.Michael Poole's grande esperto di balene e chi con gli amici...io! he he ma anche questo serve... public relation.

Altra giornata intensa di tiburones riempe le nostre cassette.. oggi i signori della scena gli squali limone.. altro incontro molto ravvicinato e suggestivo, anche se a dir la verita'pensavo che queste grandi bestie fossero piu' "curiose".. devo dire che piu' lo squalo e' piccolo e piu' e' facile da avvicinare' mentre con l'aumentare delle dimensioni aumenta anche la titubanza e la timidezza.. avevo vicino piu' pinna nera di un metro e cinquanta che tre limoni di tre metri.. come se avessero paura di me.. ok ok posso incutere molto timore ma non sicuramente sott'acqua quando tengo la bocca chiusa!

Alla fine chiiudiamo con altre balene che ci surfano al pelo della superficie.. giocando con la coda a veder a chi fa piu' spruzzi...

il tramonto cala sopra l'isola dando un colore caldo al mare... immersi tra le razze giganti per l'ultima volta in modo da mantenere piu forte il ricordo al venire.

Arriva finalmente la giornata tanto attesa.. quella che dovrebbe dare una svolta alla nostra piccola spedizione.. la giornata con il Dr. Poole's.

Ci aspettano 8 ore di barca a cacciar balene. il Doc e' un tipo curioso, il classico americano dalla carnagione chiara che ricopre un corpo magro e longilineo classico cappello da baseball in testa ed inmancabili RayBan, parla con una marcata pronuncia "masticata" senza fermarsi un secondo.

Mentre continua la sua instancabile conversazione saltano dorsi di balena in tutte le direzioni... non stacco la camera un solo secondo.. filmo tutto e macino cassette e batterie in continuo.. ma dopo le prime tre ore il nulla... saranno state le molteplici barche che ci seguivano o i folli con le moto d'acqua ma tutto come e' iniziato e' finito... decidiamo di cambiare posto.. immergiamo il sonar.. pare nulla.. poi... un richiamo aggraziato si fa sempre piu' intenso..

diverse armonie si susseguono.. delfini.. ma anche balene.. tutti insieme.. questa volta e' l'ora dell'action.. mentre ci poniamo la muta e le pinne salta dall'acqua un ventre bianco.. entriamo in acqua.. Cristina urla impazzita.. una quantita' sulla cinquantina di delfini passa sotto la barca.. i minuti di ripresa iniziano e i flash entrano in azione.. ma beffarda la balena passa sotto la barca dietro di noi... dalla barca le urla sono vane..

silenziosa passa e nessuno la vede.

il resto della giornata passa con ciuffi d'acqua che salgono lontani in tutte le direzioni.. e dopo ogni soffio e' una trentina di minuti di attesa...

L'apnea della balena.

decidiamo di tornare.. il sole sta tramontando.. un delfino salta fuori dall'acqua al fianco della barca... piu' piccolo e con il muso stranamente allungato..

entriamo per l'ultima volta in acqua.. una famiglia con piccoli comincia a giocherellare con noi.. il muso appuntito si avvicina all'obbiettivo che con

l'effetto del grandangolo pare una volto deformato dai lineamenti grotteschi...

il sole sparisce all'orizzonte.. la notte passa.. e la volta a casa ha inizio.

Epilogo

Il rientro, che al solo pensiero e' stancante di per se, e' stato particolarmente frenetico dai vari scali, soste, attese e trasferimenti, nonche' da incidenti di percorso come una perdita di passaporto dimenticato dentro un'auto noleggiata, una mancanza di biglietti aerei con rischio di perdere il volo ma soprattutto e' stato interessante dai racconti di un vecchio sommozzatore-palombaro incontrato sul volo NY-Madrid.

Bassotto e bastante tarchiato di statura raccontava con enfasi le sue vissicitudini passate trent'anni prima nei mari di tutto il mondo.. dalle isole caraibiche di Trinidad e Tobago dove installava piattaforme di perforazione e dava da mangiare ai martello alle portaerei americane dove lavorava con la scorta di sorveglianza.. una mano alle orecchie per poter sentire le mie domande e la moglie da interprete visto che le saldature a profondita' gli avevano perforato entrambi i timpani.. Toto Trapani e' il nome e pare sia una celebrita' nei cantieri siciliani..

Un altro uomo che ha dato la vita al mare, un'altra persona che pur in pensione non puo' vivere senza di esso e se non puo' sendere nelle sue viscere lo salpa fiero attraversando a vele spegate mari e oceani..

qui si conclude la mia storia.. qui si conclude la mia piccola vacanza ed il mio lavoro.

Sbarco a Formentera.

Statistiche web

Ultimo aggiornamento: 19-12-2006 13:53

Commenti utenti Cita questo articolo nel tuo sito Preferiti Salva in  del.icio.us Articoli correlati Continua a leggere...

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 


Nanetto Degli Abissi
About the author: