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Talawega 1 e 2, Walea

Scritto da Stefano Colombari, 27-11-2006 12:07

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Pubblicato in : CON LA TESTA SOTT'ACQUA, Racconti di immersione


Altro reef vicino al resort a pochi minuti di barca veloce dallo stesso. Anche qui le guide fanno fare due diverse immersioni, entrambe a bassa/media profondità, ideali come seconda immersione della giornata. Talawega 1:

si scende incontrando una sorta di dorsale o declivio digradante a gradoni per poi costeggiare il reef tenendo la parete sulla propria sinistra; infine si risale a profondità inferiore per terminare l’immersione in un vero e proprio giardino di corallo;

Talawega 2:

dorsale o declivio digradante dal quale si innalzano tre pinnacoli (o “panettoni”) meno profondi; poiché la dorsale non è troppo estesa generalmente si segue un lato della dorsale all’inizio dell’immersione per poi proseguire sul lato opposto della dorsale stessa; infine si risale a profondità inferiore per terminare l’immersione in un vero e proprio giardino di corallo.

Profondità: variabile, fra i 10 e i 30 metri
Profondità massima: Talawega 1 (31 metri)
Talawega 2 (26 metri)
Visibilità: ottima
Corrente: lieve o assente

Abbiamo fatto 9 immersioni, 5 a Talawega 1 e 4 a Talawega 2.

E’ un reef rigoglioso e scenograficamente molto accattivante, specialmente, a nostro parere, Talawega 2 per la presenza dei tre pinnacoli che gli conferiscono un aspetto inconfondibile e molto particolare.

In questo reef il paesaggio è caratterizzato da innumerevoli tipi di spugne di tutte le dimensioni e di tutte le forme (a botte, a canna d’organo, ecc.), nonché da tantissimi crinoidi, coralli a frusta e ventagli di soft corals (alcionari), questi ultimi dalle tinte variabili dal rosa, al rosso, al bianco, ma si distingue anche per la presenza di numerose gorgonie a ventaglio dalle dimensioni veramente ragguardevoli.

Insomma per gli amanti dell’ambiente c’è solo l’imbarazzo della scelta.

sSeppia, fotografia di Stefano Colombari. Immersione subacquea a Talwega, Walea Non è solo l’ambiente a impressionarci favorevolmente ma anche la ricchezza di vita e di biodiversità.

A Talawega 2 è presente un branco di pesci rasoio praticamente stanziale: inizialmente era possibile osservarli su una gorgonia a frusta (“Elisella rossa”) ora su una spugna a botte di colore brunastro-rosato (“Xestospongia testudinaria”) e durante il nostro ultimo soggiorno a Walea anche una coppia di seppie dai colori sgargianti aveva fatto di Talawega 2 la propria casa.

La ricchezza della barriera corallina è quasi incredibile e abbiamo avuto la possibilità di osservare veramente tanti tipi di pesci di barriera differenti:

dalle donzelle ai ghiozzi (vi è un tipo di ghiozzo che è possibile osservare fieramente ritto a guardia della sua tana mentre il gamberetto con il quale si associa provvede a scavare la tana stessa), dagli sciarrani, ai lion fish, al pesce Bavosa, fotografia di Stefano Colombari. Immersione subacquea a Talwega, Walea mandarino (quest’ultimo l’abbiamo osservato a Talawega 1), dai pesci palla agli azzannatori, dalle cernie ai pesci trombetta, dai pesci farfalla ai labridi (pesci pappagallo), dai gobidi ai blennidi (dai mille colori, soggetti eccezionali per gli amanti della macrofotografia!), dai ghiozzi di fuoco ai glass fish, dai pesciFotografia di Stefano Colombari. Immersione subacquea a Talwega, Walea fucilieri blu e gialli alle castagnole di mille colori, dai pesci balestra al cavalluccio marino (pigmy sea horse) rosa perfettamente mimetizzato nel suo alcionario dello stesso colore.

Periclemenes kororensis, fotografia di Stefano Colombari. Immersione subacquea a Talwega, Walea Per non parlare dei numerosissimi anemoni (bellissimi quelli bianchi a Talawega 1, una vera “chicca” per i fotosub!) con i loro pesci pagliaccio (particolari gli “Amphiprion ocellaris” oFotografia di Stefano Colombari. Immersione subacquea a Talwega, Walea “falso pesce pagliaccio”), dei gamberetti (ad esempio “Periclemenes holthuisi”, Periclemenes brevicarpalis” e “Periclemenes kororensis”), dei granchi (bellissime le galatee, ad es. “Pink squat lobster”) delle tante stelle marine (fra le quali “Choriaster granulatus” e “Linekia laevigata”) e dei frequentissimi nudibranchi (fra essi abbiamo visto: “Chromodoris sp.”, “Chromodoris lochi”, “Phillidia verrucosa”, “Phyllidia coelestis”, “Phyllidiopsis fissuratus”, “Nembrotha sp.”, “Hypselodoris bullockii”, “Ardeadoris egretta”, “Glossodoris atromarginata” e “Plakobranchus ocellatus”).


CON CHI IMMERGERSI: Walea Dive Center
DOVE ALLOGGIARE: Walea Dive Resort

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Ultimo aggiornamento: 05-03-2008 09:59

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Stefano Colombari
About the author:
Stefano Colombari nasce tra le nebbie di Ferrara nel 1965, e soltanto dopo qualche anno si avvicina al mare ed alla subacquea; ma dal momento dell'incontro, scatta la scintilla ed il colpo di fulmine, e decide che il mare, i suoi abitanti e la subacquea saranno una parte fondamentale della sua vita.
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