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Immersione a Talojon, Walea

Scritto da Stefano Colombari, 21-12-2006 18:51

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Pubblicato in : CON LA TESTA SOTT'ACQUA, Racconti di immersione

E’ un reef quasi quadrato, uno dei più distanti dal resort, dove si effettua, a nostro giudizio, un’altra fra le più belle immersioni in parete (che noi abbiamo fatto quattro volte) di Walea.

E’ forse una delle immersioni più profonde, ma anche una di quelle scenograficamente più suggestive e particolari di Walea.

Profondità: variabile, fra i 15 e i 45 metri
Visibilità: discreta/sufficiente
Corrente: possibile, se presente a volte di discreta intensità
Si scende subito lungo la parete che, nel primo tratto, si presenta piuttosto brulla rispetto ad altre immersioni di Walea, puntando verso la massima profondità.

Continuando a scendere si materializza davanti agli occhi, prima quasi indistintamente poi via via sempre più nitidamente, mano a mano che ci si avvicina, una maestosa dorsale sottomarina.

Ci si lascia cadere verso il basso e a una profondità di circa quaranta metri inizia la dorsale che si protende quasi perpendicolarmente dalla parete verso gli abissi, come un prolungamento della parete stessa verso il fondo del mare.

Dalla parte terminale della dorsale si innalza dalla sabbia, che si intravede ad una profondità probabilmente fra i sessanta e i settanta metri, una sorta di pinnacolo (“dente” di roccia) attorno al quale si muovono incessantemente numerosi carangidi dalla coda gialla e un fitto banco di pesci fucilieri di colore nero con la banda circolare gialla sul fianco.

Qui è frequente l’avvistamento di squali grigi e pinna bianca, che noi abbiamo incontrato in due diverse occasioni, posati sulla sabbia oppure che gironzolano a ridosso della dorsale.

Risalendo in direzione della parete si gode di una vista d’insieme della dorsale, che scende a strapiombo e si adagia su un ampio fondale sabbioso e dell’intera parete che compiendo un grande e suggestivo arco (una sorta di braccio semicircolare allungato nel blu) ci accoglie con una bellissima e ampia grotta dove spesso trovano rifugio numerosi pesci.

Sulla parete, ricca di anfratti e spaccature, si possono osservare tante formazioni madreporiche, enormi ciuffi di corallo nero, maestosi ventagli di gorgonie e una distesa di alghe rosse e ci sono inoltre altre grotte stupende, più piccole della precedente, piene di spugne ed alcionari giganteschi.

Un’autentica esplosione di vita!

Qui sono frequenti gli incontri con diversi tipi di pesci di barriera come qualche bel platax, bavose, cernie, scorfani perfettamente mimetizzati, murene, pesci lucertola, pesci falco, ghiozzi di fuoco, pagliacci in alcuni begli anemoni (in particolare un bellissimo anemone bianco con i suoi pagliacci di “Clark”) e con svariati crostacei come la stupenda e inquietante squilla pavone (“Mantis shrimp”), il granchio porcellana, il granchio orang-utang e il gambero dell’anemone (“Periclemenes colemani”).

Infine non mancano i numerosi nudibranchi come “Nembrotha sp.”, “Nembrotha purpureolineolata”, “Chromodoris sp.”, “Hypselodoris bullockii”, “Phyllidia sp.” e “Reticulidia”.


CON CHI IMMERGERSI:
Walea Dive Center
DOVE ALLOGGIARE: Walea Dive Resort

 

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Ultimo aggiornamento: 05-03-2008 09:45

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Stefano Colombari
About the author:
Stefano Colombari nasce tra le nebbie di Ferrara nel 1965, e soltanto dopo qualche anno si avvicina al mare ed alla subacquea; ma dal momento dell'incontro, scatta la scintilla ed il colpo di fulmine, e decide che il mare, i suoi abitanti e la subacquea saranno una parte fondamentale della sua vita.
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