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Disordini che richiedono ricompressione

Scritto da Dan Europe, 16-08-2008 00:00

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Pubblicato in : MEDICINA & FITNESS, Immersione e organismo


Che cosa succede nell'organismo del subacqueo colpito da patologia da decompressione (termine che comprende l’embolia gassosa arteriosa e la malattia da decompressione)?
Quali sono i segni e i sintomi di queste patologie e dopo quanto tempo dall'emersione si manifestano?
Quali comportamenti è consigliabile tenere in immersione per prevenirne l'insorgenza?
Per entrambe sono necessari primo soccorso con ossigeno ed immediate cure mediche alla più vicina struttura, prima del trasporto in camera iperbarica per sottoporre il subacqueo alla ricompressione.

Una risposta adeguata a qualsiasi sospetto problema medico richiede sia l’osservazione che il buon senso. In primo luogo occorre determinare se c’è qualcosa che non va con l’individuo; poi bisogna capire quanto rapidamente stanno cambiando le condizioni e decidere qual è l’azione immediatamente necessaria per stabilizzare l’individuo; infine determinare che aiuto occorre e dove ottenerlo. Una persona con un dolore alla spalla in lenta crescita negli ultimi giorni di immersione si trova ovviamente in una condizione meno critica di qualcuno che emerge privo di coscienza, con schiuma sanguinolenta che gli esce dalla bocca.

Patologia da decompressione è un termine che comprende l’embolia gassosa arteriosa e la malattia da decompressione. Queste due malattie sono più avanti descritte separatamente perché le relative cause presunte sono differenti. Tuttavia da un punto di vista pratico distinguerle può essere impossibile, dal momento che segni e sintomi di ciascuna sono simili. Quale che sia il caso, la condizione del paziente impone iniziale primo soccorso, stabilizzazione e conseguente trattamento.

Embolia gassosa

Quando un subacqueo risale senza esalare, l’aria contenuta nei polmoni si espande e può danneggiare il tessuto polmonare, alcune bolle possono passare nella circolazione e distribuirsi nei tessuti, compresi quelli di organi vitali come cuore e cervello. Questa è l’embolia gassosa arteriosa o EGA.

In alcuni casi il sub può essere risalito in panico, o egli può rendersi conto di aver trattenuto il respiro durante la risalita. Tuttavia un’embolia gassosa può verificarsi anche quando la risalita è apparentemente normale. Se confinate in piccole arterie le bolle possono interrompere la circolazione.
Rallentare o interrompere la circolazione al cervello spesso porta alla perdita di coscienza e alla paralisi, condizione che impone un trattamento immediato. Il termine medico preciso è embolia gassosa alle arterie cerebrali, ma i sub parlano semplicemente di embolia gassosa. Il modo più drammatico in cui l’embolia si presenta è quando il subacqueo emerge inconscio o perde coscienza nei primi dieci minuti dopo l’emersione. In questi casi si tratta di una vera emergenza che richiede l’immediato trasferimento ad una struttura medica per il trattamento. L’embolia gassosa può anche provocare sintomi neurologici minimi come formicolii o intorpidimento, debolezza senza evidente paralisi, o difficoltà di pensiero senza evidente confusione. In questi casi c’è tempo per una valutazione più completa per escludere altre possibili cause di tali sintomi.

Sintomi: vertigini, visione annebbiata, dolore toracico, disorientamento, variazione della personalità, paralisi o debolezza.

Segni: schiuma sanguinolenta dalla bocca o dal naso, paralisi o debolezza, convulsioni, incoscienza, interruzione del respiro, morte.

Segni e sintomi appaiono al momento dell’emersione o immediatamente dopo, e possono somigliare a quelli dell’infarto.

Prevenzione. Durante la risalita rilassatevi e respirate normalmente. Alterazioni del polmone come asma, infezioni, cisti, tumori, tessuto cicatriziale dopo interventi chirurgici o malattia ostruttiva polmonare possono predisporre all’embolia gassosa. Se vi trovate in una di queste condizioni fatevi esaminare da un medico esperto in medicina subacquea.

Il primo trattamento dell’embolia gassosa e della malattia da decompressione è lo stesso.

Anche se un sub con embolia gassosa richiede la ricompressione urgente per un trattamento risolutivo, il personale medico può stabilizzare il paziente e fornirgli le prime cure nella struttura medica più vicina, prima di trasportarlo alla camera iperbarica. Il primo soccorso con ossigeno può ridurre i sintomi in modo sostanziale; quando è disponibile si deve sempre istituire tale terapia, ma essa non deve cambiare il complessivo piano di trattamento. I sintomi di un’embolia gassosa e di una grave MDD spesso possono migliorare dopo aver iniziato a respirare ossigeno, ma possono riapparire in seguito. Contattate sempre DAN o un medico subacqueo anche se segni e sintomi sembrano risolti.

Anche quando è ritardata, la terapia ricompressiva per un’embolia gassosa può avere efficacia. Il trattamento tempestivo è più facile e più efficace, ma alcuni trattamenti hanno avuto successo fino a due giorni dopo l’incidente.

Malattia da decompressione

La malattia da decompressione (chiamata anche male del palombaro, malattia dei cassoni) è il risultato della decompressione che segue l’esposizione ad una pressione aumentata.
Mentre l’immediata ricompressione non è di solito questione di vita o di morte – come per l’embolia gassosa – possono comunque verificarsi danni gravi, e prima inizia la ricompressione, migliore sarà la guarigione.
Durante un’immersione i tessuti del corpo assorbono azoto dal gas respirato in proporzione alla pressione ambientale. Finché il subacqueo resta a quella pressione, il gas normalmente non crea alcun problema.
Se si elimina troppo velocemente la pressione, l’azoto esce dalla soluzione e forma bolle nei tessuti e nella circolazione sanguigna
.
Questo può capitare anche quando un subacqueo segue le linee guida accettate per la decompressione.
E’ sempre meglio stare lontani dai limiti estremi delle tabelle ed usare computer o tabelle in modo conservativo.
Le bolle che si formano nei tessuti vicino alle giunture provocano il classico dolore della MDD.
Quando i livelli di bolle che si formano sono alti, nell’organismo possono aver luogo reazioni complesse, i cui sintomi sono intorpidimento, paralisi, sintomi congestizi del polmone e shock circolatorio.
A chi capita la malattia da decompressione? Tra i sub che hanno fatto esperienza di MDD c’è grande variabilità individuale, causata da molti fattori, la maggior parte dei quali è sconosciuta. Alcuni subacquei possono sviluppare la malattia, mentre altri che hanno fatto la stessa immersione restano privi di sintomi. Perciò la valutazione di un subacqueo per i sintomi da MDD deve essere fatta individualmente e l’evidenza che tutti gli altri sub stanno bene non deve essere motivo per sottovalutare quei sintomi.

Sintomi: affaticamento insolito, prurito alla pelle, dolore a giunture e/o a muscoli, braccia, gambe o torso, capogiri, intorpidimento, formicolio e paralisi, respiro corto.

Segni: eruzione cutanea a chiazze, paralisi, debolezza, camminare barcollando, spasmi di tosse, collasso o incoscienza.

Segni e sintomi di solito compaiono tra 15 minuti e 12 ore dopo l’emersione; nei casi più gravi possono apparire prima dell’emersione o immediatamente dopo. La comparsa dei sintomi oltre le 12 ore è rara, ma si può verificare, specialmente quando all’immersione segue un viaggio aereo.

Prevenzione. I subacquei ricreativi dovrebbero usare le tabelle in modo conservativo. La procedura standard prevede di scegliere la profondità in tabella uguale o superiore alla profondità effettiva, ottenendo così un grado di sicurezza maggiore. Subacquei esperti spesso scelgono una profondità in tabella superiore di tre metri rispetto a ciò che richiede la procedura standard. Si raccomanda questa pratica ogni volta che ci si immerge in acqua fredda o in condizioni difficili. Chi utilizza il computer dovrebbe essere cauto nell’avvicinarsi ai limiti di non decompressione, specialmente quando si superano i 30 metri di profondità.

I principali rischi associati alla malattia da decompressione sono profondità e tempo di permanenza sul fondo, ma è bene non trascurarne altri: esercizio fisico durante l’immersione, risalita rapida, immersioni ripetitive ed immersioni sotto i 24 metri sono fattori di rischio ben documentati. Pesante esercizio fisico immediatamente dopo un’immersione ed esposizione all’altitudine possono aumentare il rischio di MDD.

Trattamento. La malattia da decompressione richiede la ricompressione, tuttavia il sub deve essere stabilizzato, ricevere primo soccorso con ossigeno e cure mediche immediate alla più vicina struttura, prima di essere trasportato alla camera iperbarica. Per migliorare segni e sintomi da MDD si deve fornire ossigeno immediatamente ogni volta che è disponibile. Anche se questa terapia può ridurre sostanzialmente i sintomi, non si deve in alcun modo cambiare il trattamento pianificato. La ricompressione, specialmente se tempestiva, si è dimostrata efficace per tutte le forme di MDD. L’efficacia dei trattamenti si è verificata anche molti giorni dopo l’insorgenza dei primi sintomi, ma è maggiore quando il trattamento è immediato.

Disordini che richiedono ricompressione. – Dalla “Guida DAN ai viaggi e alle immersioni” 

IV - 2002 - ARTICOLO DAN EUROPE - ALERT DIVER

per gentile concessione DAN Europe


Ultimo aggiornamento: 12-09-2008 17:33

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